I grandi della letteratura italiana: Leonardo Sciascia

Breve biografia

Leonardo Sciascia nasce l’8 gennaio 1921 in provincia di Agrigento, a Racalmuto, dove, all’età di sei anni, inizia la scuola elementare.

Nel 1935 si trasferisce con la famiglia a Caltanissetta e prosegue gli studi frequentando ” Istituto Magistrale IX Maggio ” dove, grazie a due insegnanti ovvero Vitaliano Brancati e Giuseppe Granata, coltiva l’interesse per l’illuminismo francese e italiano nonchè per la lettura degli autori francesi. Egli forma così la propria coscienza civile sui testi di Voltaire, Montesquieu, Cesare Beccaria, Pietro Verri.

Nel 1941 consegue il diploma magistrale e nello stesso anno viene impiegato al Consorzio Agrario di Racalmuto, dove rimane fino al 1948. Ebbe così modo di avere un rapporto intenso con la piccola realtà contadina.

Nel 1944 il matrimonio con Maria Andronico, insegnante nella scuola elementare nel paese natale di Sciascia. Dalla loro unione nasceranno due figlie, Laura e Anna Maria.

Nella prima metà degli anni ’70 S. intraprende l’impegno politico, presentandosi alle elezioni comunali di Palermo come candidato nelle liste del ” PCI ” ( partito comunista italiano ). Entra nel movimento come consigliere, carica dalla quale si dimetterà nel 1977 a seguito di duri scontri con la dirigenza.

Nel giugno del 1979 accetta la proposta del partito radicale e si candida sia al parlamento europeo, sia in Italia alla camera dei deputati.

Eletto in entrambe le sedi istituzionali resta a Strasburgo solo due mesi e poi opta per Montecitorio, dove svolgerà il ruolo di deputato fino al 1983. È inoltre membro della commissione agricoltura e della commissione bicamerale antimafia.

In questo periodo la sua attività politica è volta ad occuparsi dei lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro. Notevole è il suo impegno politico sul tema terrorismo nell’Italia dell’epoca.

In questi anni frequenta più spesso Parigi e si intensificano i contatti con la cultura francese da cui deriveranno alcune produzioni letterarie.

Sfortunatamente nello stesso periodo gli viene diagnosticata una grave malattia, il mieloma multiplo. Sempre più spesso è costretto a lasciare la Sicilia per andare a Milano a curarsi, tuttavia continua con fatica la sua attività di scrittore.

Leonardo Sciascia morì a Palermo il 20 novembre 1989, in seguito a complicazioni dovute alla malattia che lo affliggeva. Venne sepolto nel cimitero di Racalmuto, suo paese natale.

La carriera letteraria: Romanzi, poesie, saggi, articoli di giornale

La carriera letteraria di Leonardo Sciascia è costituita da una moltitudine di opere, in quanto la sua produzione comincia già in giovane età ( agli inizi degli anni ’50 ), e prosegue fino all’ultimo triste periodo della sua vita, che si concluderà verso la fine degli anni ’80.

Nel 1950 pubblica le ” Favole della dittatura ” opera comprensiva di ventisette brevi testi poetici, favole esopiche classiche, con morali chiare, di cui sono protagonisti gli animali.

Nel 1952, viene pubblicata ” La Sicilia, il suo cuore ” , raccolta di poesie illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco.

Nel 1953 produce il saggio ” Pirandello e il pirandellismo ” con il quale si aggiudica il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Sicilia.

Nell’anno 1957 – 1958 viene assegnato al ministero della pubblica istruzione a Roma, in concomitanza con tale evento pubblica i tre racconti accomunati dal titolo ” Gli zii di Sicilia “. La breve raccolta si apre con ” La zia d’America “, Il secondo racconto è intitolato ” La morte di Stalin ” , Il terzo racconto è ” Il quarantotto ” . Nel 1960 pubblica un quarto racconto intitolato, ” L’antimonio “.

Dopo aver prodotto raccolte di poesie e saggi decide di ritornare al romanzo, lo fa con un giallo, ” Il giorno della civetta ” ( pubblicato nel 1961 ) .

Nel 1963 l’ennesimo romanzo, ” Il consiglio d’Egitto ” .

Nel 1964 pubblica un breve saggio, ” Morte dell’Inquisitore ” , mentre risale al 1965 il saggio ” Feste religiose in Sicilia ” .

Nel 1966 ritorna con un romanzo, ” A ciascuno il suo ” .

Nel 1970 l’autore va in pensione e pubblica la raccolta di saggi ” La corda pazza ” .

Il 1971 è l’anno de ” Il contesto ” , con il quale l’autore ritorna al genere poliziesco. Da questa opera nascerà un film di Francesco Rosi, intitolato ” cadaveri eccellenti ” .

Nel 1973 – 1974 produce altre due opere: la serie di racconti ” Il mare colore del vino ” ed il romanzo ” Todo modo ” . Da quest’ultimo nascerà un film del regista Elio Petri.

Negli anni successivi emerge l’affinità di Sciascia con la cultura letteraria francese, dalla quale nascono alcune delle ultime opere dell’autore.

Nel 1977 pubblica ” Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia “, chiaro è il riferimento al ” Candido ” di Voltaire.

Nel 1980 pubblica ” Il volto sulla maschera ” e la traduzione di un’opera di Anatole France, ” Il procuratore della Giudea ” .

Nel 1981 pubblica ” Il teatro della memoria ” e, in collaborazione con Davide Lajolo, ” Conversazioni in una stanza chiusa ” .

Nel 1982 esce ” Kermesse ” e ” La sentenza memorabile “, nel 1983 ” Cruciverba “, una raccolta di suoi scritti già pubblicati su riviste, giornali e prefazioni a libri.

Infine ” Stendhal e la Sicilia “, un saggio per commemorare la nascita dello scrittore francese, corre l’anno 1983.

” Non siamo noi a costruire opere che descrivono la vita, è la nostra stessa vita che determina come saranno le nostre opere, un criterio che si applica alle forme d’arte “

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