Una vita in vacanza

Buongiorno, questo articolo è un po diverso, rabbioso, volto a criticare questa strana e moderna società, nello specifico quella italiana.

Ho la netta impressione, da cittadino scarsamente informato di politica e questioni sociali, che le cose qui stiano andando un po al contrario. Pensionati che continuano a lavorare, stremati lavoratori che non riescono ad andare in pensione, e giovani o giovanissimi che dopo lunghi percorsi stentano a trovare un’occupazione.

La maggior parte vivacchia, in pochi se la passano bene, ad alcuni va persino peggio, quei pochi invisibili stretti nel braccio della povertà assoluta, costretti a volte a percorrere le vie più buie e tortuose.

Ricordiamo quel detto popolare secondo cui finchè c’è salute si può andare avanti, a volte oggi sul piatto si mette anche quest’ultima, la salute. Sempre più ricorrenti sono le morti annunciate tra i servizi di cronaca nera dei telegiornali quotidiani, le morti bianche le chiamano, bianche come la vernice usata da quei poveri disgraziati che per una giornata in cantiere, spesso a nero, pagata magari 50 euro, barattano la loro vita per la morte, cadendo da un ponteggio o da un tetto.

Nei decenni passati la parola ” lavoro ” era associata alle parole ” benessere ” , ” vita ” , ” rispettabilità ” , al contrario oggi sembra essere associata alle parole ” obbligo ” , ” morte ” , ” sfruttamento ” , ” sopravvivenza ” .

E cresce il malcontento nella popolazione, l’invidia verso il prossimo che ha o che si crede abbia di più, cresce la criminalità in tutte le sue oscure forme, legalizzate o non, la diffidenza verso gli altri ed il desiderio di accumulo per sentirsi sicuri, un desiderio sul quale, pochi, fanno e faranno sempre più leva per sfruttare la ricchezza del popolo.

Crescono, in concomitanza con il desiderio di accumulo, le logiche di speculazione, mascherate con i termini ” investimento ” , “ trading ” , ” crypto ” , ” indipendenza ” , ” mercato ” , logiche utili solo a pochi per accaparrarsi la ricchezza di quei molti che inseguono il mito biblico della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Cresce quindi la filosofia del ” avere per essere ” piuttosto del ” essere per avere ” o ancora meglio sarebbe ” essere e nonostante ciò saper rinunciare ” . Ma per molti rimangono solo parole e le parole, soprattutto oggi, non hanno valore e si sa che ” Senza soldi nemmeno il prete canta la messa ” .

Questa breve riflessione che ho voluto condividere al pubblico è nata mentre guardavo un frammento di una puntata del noto programma ” Le parole della settimana ” in onda sulla Rai e condotto da Massimo Gramellini.

Qui sottoriportato vi lascio il link all’estratto della puntata, in cui Lodo Guenzi spiega brevemente la situazione dei lavoratori in Italia, attraverso un buffo racconto:

https://www.raiplay.it/video/2022/01/Vacanza—Lodo-Guenzi—Le-Parole—22012022-8e2a7041-04b3-4760-8d0f-7ab5b3ce843e.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: